
Biografia/Stefano Piali
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Nato a Roma il 28 gennaio 1956, all'età di sei anni fa le prime esperienze sperimentando la tecnica dell'acquarello, nasce allora l'esigenza di esprimersi attraverso il disegno e la pittura. Pittore e scultore, Stefano Piali frequenta dapprima il Liceo Artistico di via Ripetta, poi approfondisce la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Roma dove apprende le tecniche della scultura sotto la guida del maestro Pericle Fazzini.
Si diploma così nel 1978 e avendo acquisito un bagaglio tecnico di grande spessore, l'artista è in grado di lavorare il marmo, il gesso o il bronzo indifferentemente, per passare all'aquerello o all'olio con altrettanta naturalezza
Sceglie di vivere a Marino, dove lavora come docente di discipline plastiche nel locale Istituto d'Arte. Nel 1983 organizza la sua prima personale che sarà l'avvio per un lungo iter attraverso il quale porterà avanti con la stessa passione e dedizione sia la pittura che la scultura.
Studia con interesse i grandi maestri del passato, da Michelangelo a Caravaggio, da Tiepolo a Dalì, che tanto lo affascineranno e sui quali si formerà, per una cultura artistica di notevole spessore.
Appaiono già dai primi lavori i principali temi su cui si concentra l'attenzione e la riflessione dell'artista, primo fra tutti il tema della metamorfosi, del volo, del moto. Le sue tele si popolano di eroi, centauri e cavalieri che incalzano per disgregarsi ai nostri occhi. Egli stesso dichiarerà che le forme che popolano i suoi dipinti sono le stesse che animano le sculture, ed inoltre:"Lavorare la pietra ha un preciso valore storico, collegato all'esigenza di sperimentare materiali tradizionali che stanno scomparendo. Le mie sculture sono le protagoniste di un viaggio nell'inconscio, un cammino verso l'infinito alla ricerca del proprio io, di una dimensione che viene svelata dall'arte".
Le tematiche privilegiatamente selezionate dall'artista sui repertori mitologici o storici non propongono sterili copie dall'antico o puri esercizi dimostrativi delle "difficoltà" tecniche brillantemente superate dall'eccellenza della mano, suggeriscono semmai ripercorribile il tracciato.






