
Biografia/Alba Gonzales
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Alba Gonzales è nata a Roma da madre siciliana, ma di origine spagnola e greca, e da padre spagnolo, come da cognome si evince. Vive e lavora tra Pietrasanta e Roma.
Ha cominciato a dedicarsi alla scultura con continuità agli inizi degli anni Settanta e se 1975 inaugura la sua prima mostra personale.
Dopo gli esordi di figurazione tradizionale, ha subito il fascino delle materie (pietre, tufi, marmi) indirizzando l’esperienza verso forme di stilizzazione del corpo, per coglierne ed interpretarne la valenza simbolica, la struttura ritmica e la suggestione totemica.
Nel 1978, in seguito all’invito del critico Giorgio Di Genova ad esporre nella Piazza del Duomo di Pietrasanta la sua prima opera monumentale in bronzo (Rassegna Scultori e Artigiani in un centro storico) avvia un’assidua frequentazione del laboratorio del marmo di Sem Ghelardini con il quale manterrà sempre collaborazione ed amicizia.
Il lavorare con i bravi scalpellini della Versilia, anche dopo la scomparsa prematura di Sem a Pietrasanta, con quelli dello studio Angeli a Querceta, o del laboratorio di Carlo Nicoli a Carrara, il veder crescere le proprie opere accanto a quelle del più importanti e riconosciuti Maestri della scultura contemporanea (Moore, Marino, Cèsar, Noguchi, Adam, Signori, Cascella, Consagra, Penalba e altri, provenienti da ogni parte del mondo) sono state per lei occasioni straordinarie di approfondimento delle tecniche e delle poetiche del fare scultura e anche della conoscenza di se stessa.
L’evolversi della personalità e della creatività di Alba Gonzales è venuto articolandosi secondo alcune tematiche fondamentali.
Sin dal 1985 ha privilegiato la dialettica della scultura della struttura con figurazioni antropomorfiche che sondano in maniera originale il senso del mito arcaico e del meccanicismo moderno. Dal 1986 è il tema “Amori e Miti” che, tutt’ora in divenire, si arricchisce di nuove, importanti opere a testimonianza del fascino che la cultura mediterranea continua ad esercitare.
Contemporaneamente un altro tema sollecita la risposta scultorea di Alba Gonzales alla condizione esistenziale, “Sfingi e Chimere” ovvero la bestia che è dentro di noi, in una drammatizzazione e teatralizzazione della forma di figurazione fantastica con forti componenti erotico-oniriche.






